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Sul campanile di San Vittore al Corpo

Se anche voi lo scorso sabato pomeriggio siete passati per via San Vittore, a un certo punto avrete magari notato un cartello scritto a mano che diceva: “Salita campanile“. Quasi intenerita dall’impegno con cui avevano colorato le lettere rimanendo nei contorni, ho pensato che sarebbe stato bello vedere una parte così nascosta di Milano. Devo ammettere però, che non ero neanche mai entrata nella Chiesa di San Vittore al Corpo, pur essendo in una posizione centrale molto vicina a Sant’Ambrogio, per non parlare del fatto che si trova praticamente all’ingresso del Museo della Scienza e della Tecnica.

La chiesa, tranne la sua facciata, è stata ricostruita per conto dei Monaci Olivetani nella prima metà del XVI secolo dal Seregni e dall’Alessi su di una precedente basilica paleocristiana, e il campanile, la mia meta, non è visibile dal fronte strada, per trovarlo bisogna entrare in chiesa e dirigersi alla sinistra del presbiterio. Se l’esterno è di una sobrietà  quasi scoraggiante, l’interno è sfarzo puro: bellissime la volta a botte riccamente decorata e la cupola che, una volta salita sul campanile, è ben riconoscibile dall’alto (anche nelle foto).

La seconda sorpresa della giornata è stata scoprire che esiste una Federazione Campanari Ambrosiani, ufficialmente dal 2009, che tutela senza fini di lucro l’Arte Campanaria e il suono manuale con corde e tastiere, ancora oggi eseguito in diverse chiese della diocesi di Milano. La città ha perso centinaia di campane storiche durante la Guerra, sacrificate per poterne riutilizzare il bronzo a scopi bellici e oggi i Campanari si prodigano per mantenere in uso quelle ancora esistenti continuando a suonarle.

Due di loro hanno accompagnato il nostro gruppetto di 10-15 persone fino alla base del campanile, in attesa che il gruppo precedente scendesse. Ora, la vista delle vecchie scale in legno non mi aveva allarmata più di tanto, poi ho notato le facce di chi stava scendendo e la lentezza con cui, scalino dopo scalino, sono tornati a poter camminare in piano. Alcuni erano stravolti, altri sollevati per non esser precipitati dai 100 gradini, pochi avevano il sorriso sulle labbra, piuttosto, gli occhi fuori dalle orbite.. In ogni caso, la salita è andata bene, ci si doveva tenere saldamente perché la scala era ripida e gli scalini piuttosto corti, ma una volta arrivata in cima, nella cella campanaria, non ho più pensato alla discesa, la mia unica preoccupazione era di non prendere in pieno una campana con una testata. Ci siamo distribuiti tutti ai lati dei muri mentre le campane, basse e grandi, occupavano la parte centrale. Chi più chi meno, abbiamo iniziato a fare qualche foto del panorama. Bellissimo. L’unica cosa che mi è dispiaciuta è di non avere delle foto da mostrarvi né della tastiera con cui i campanari suonano, né dell’atmosfera mentre tutti, assorti, ascoltavamo i giovani volontari. Tutto questo perché nel gruppo c’erano un paio di bimbi che, per ovvie ragioni, non posso mostrare sul blog, e che per la mancanza di spazio, compaiono in ogni foto ravvicinata delle campane. Per questo motivo, vi invito a visitare il sito della Federazione, vi farete un’idea del fascino che questi giganteschi “strumenti” hanno e di come funzionano.

Ma dicevamo, il panorama: accidenti! A parte il fatto che non mi ero mai davvero resa conto di che alberi si trovassero sui terrazzi milanesi e di quanto la potessero rendere gradevolmente verde dall’alto, ma poi, con una vista a 360°, diventa anche divertente cercare di orientarsi fra i palazzi. Come potete immaginare, i punti vicini o quelli più alti si notano bene: il Duomo, i campanili di S.Ambrogio, la Torre Velasca, la Torre Branca, il nuovo complesso di Porta Nuova.. Se vi capita, guardate Milano dall’alto, è meravigliosa, ci sono diversi punti di osservazione fra cui scegliere.. Mi ha sorpreso invece non aver visto le Prealpi, che vedo bene da casa nelle giornate terse, ma a guardar meglio le foto, sotto il cielo azzurro c’è una densa nuvola sfumata che tende al grigio.. uh.

Dopo le foto, quando finalmente eravamo saliti tutti, i due campanari ci hanno spiegato come si suona usando la tastiera (qui con 5 tasti) e come si usano le corde. Dopo averci fatto tappare le orecchie, hanno iniziato un concertino davvero bello, in cui con forza battevano sui tasti coi pugni e noi assistevamo felici.. e pensare che a certe persone danno fastidio le campane della domenica mattina, io le trovo così allegre!

Dopo un quarto d’ora abbiamo iniziato la discesa. Ehm, no, ma.. eh? Dunque, la situazione era questa: un buco nel pavimento, scalini che si erano evidentemente ristretti da quando eravamo saliti e che erano una via di mezzo tra una scala a pioli e una delle case olandesi, nessun appiglio ligneo dentro il quale piantare le unghie onde evitare di ritrovarsi al piano terra in soli 3 secondi, bambini che piangevano terrorizzati. Mi sono agilmente aggrappata alla corda di una campana, col permesso di uno dei campanari, e ho iniziato a girarmi per scendere all’indietro, come un gambero. Non potete capire quanto abbiano iniziato a tremarmi le gambe.. Comunque, visto che non volevo dormire lì, sono scesa per la prima rampa. La seconda, se possibile, è stata ancora più traumatica, ma un gentilissimo signore, che teneva ferma una delle corde delle campane (che si trovava al centro, con tanto di buco, di uno dei gradini della prima rampa), mi ha dato una mano sempre per girarmi e per convincermi a scendere così, alla cieca, per qualche passo. Dalla terza rampa in giù, è andato tutto liscio, sono riuscita a scendere guardando in faccia i maledetti gradini e a mettere bene giù i piedi, sembravo una ballerina..

Bello, è stato davvero bello, un’esperienza che vi consiglio di fare sicuramente se ne avrete l’occasione. Già solo aver visto qualcosa di nuovo, così lontano dalla quotidianità, mi ha resa felice come una Pasqua.

Per chi ha voglia di approfondire, la Fonderia Napoleonica, in zona Isola, già nell’Ottocento era specializzata nella produzione di campane, sì, proprio qui a Milano. Oggi ospita un museo dedicato alla storia dell’arte fusoria e si presta come location per ospitare mostre, concerti e manifestazioni culturali. Non vedo l’ora di vederla!

Basilica di San Vittore al Corpo
via San Vittore 25
MM2 Sant’Ambrogio
Tel-Fax 0248 00 53 51
E-mail sanvittore@chiesadimilano.it
Sito http://www.basilicasanvittore.it
 
Federazione Campanari Ambrosiani
Sede presso la Parrocchia di San Vittore al Corpo , Via San Vittore 25
Tel-Fax 039 30 44 09
 E-mail info@campanariambrosiani.org
Sito http://www.campanariambrosiani.org
 
Mappe – Map
 

6 commenti su “Sul campanile di San Vittore al Corpo

  1. Geneviève à Paris
    20 settembre 2012

    Uau, che racconto avvincente, che pomeriggio movimentato! Dai, non posso credere che la discesa fosse così problematica!😉 Ancora una volta ci hai fatto scoprire un tesoro nascosto di Milano, Federazione Campanari compresa! W le campane che suonano, ormai sempre più una rarità. In tanti si lamentano dei rintocchi notturni, ma a me sembrano nulla in confronto ai rumori che siamo quotidianamente costretti a subire nelle nostre città: motorini scoppiettanti, radio urlatrici, tagliaerba / tagliasiepi in funzione a qualsiasi ora del giorno e della notte. Tempi che cambiano, come direbbe mia mamma. Peccato.

    • lovelymilano
      21 settembre 2012

      le gambe mi hanno fatto male fino a martedì, credo per via dell’acido lattico, poi ci è messo il ginocchio destro, che si è gonfiato come un soufflè.. però lo rifarei😉

  2. Marvin
    4 dicembre 2012

    Salve, sono l’autore del cartello scritto a mano… Eheh.
    Grazie per questo bellissimo articolo, sono rimasto molto colpito nel leggerlo e soprattutto mi ha fatto piacere l’apprezzamento per quanto cerchiamo di fare (sono uno dei campanari), mi spiace solo per la discesa, purtroppo non siamo ancora dotati di ascensore… Ma penso che, bene o male, anche quella faccia parte del “fascino” di visitare questi luoghi. Un saluto!

  3. lovelymilano
    4 dicembre 2012

    Ahaha, ma che piacere! È stata una bellissima esperienza, che ricorderò sempre, anche per via della discesa😉 Continuate con iniziative di questo genere, sono sicura che tanta gente non vedrebbe l’ora di venirvi ad ascoltare.
    Nel caso in futuro volessi comunicarmi le date delle giornate aperte al pubblico, nel mio “About” trovi il link per Twitter. Sarò felice di spargere la voce per voi🙂
    Un saluto a te e a tutta la Federazione! E grazie ancora per questa bella sorpresa.

  4. Andrea
    17 settembre 2014

    Sabato 27 Settembre 2014 sarà possibile accedere nuovamente al campanile dalle ore 10 alle ore 17:30

    • lovelymilano
      18 settembre 2014

      Grazie, buono a sapersi! Speriamo allora nel bel tempo😉

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