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hidden treasures & short trips around the city

HangarBicocca

Qualche sabato fa ho preso la metro, sono arrivata in Centrale, ho camminato due minuti per raggiungere il capolinea dell’87 in piazza 4 Novembre, sul lato sinistro della stazione, mi sono seduta di fianco al finestrino e sono andata in un quartiere che non frequento mai, la Bicocca, direzione Sesto San Giovanni, nella periferia nord-est di Milano. Durante il tragitto l’autobus è passato in via Sammartini dove, sotto i binari dei treni, sopravvivono negozi e locali, pochi, alcuni dei quali sono piuttosto conosciuti, come la pescheria-ristorante Il Mercato del pesce e il club Tunnel, che andrebbero valorizzati sia per la posizione speciale che occupano, sia per aiutare un quartiere un po’ triste, o che per lo meno lo è il sabato mattina. In poco più di 10 minuti sono arrivata a destinazione in una strada dritta e deserta, via Chiese, vicinissima in linea d’aria alla stazione ferroviaria di Sesto, ho attraversato la strada e sono arrivata all’Hangar Bicocca.

Questa zona dal passato industriale ha una storia che parte dai primi anni del Novecento quando industrie come la Breda, La Falk, la Marelli e la Pirelli spostarono qui i loro stabilimenti produttiviL’HangarBicocca fa parte dello stabilimento Breda, che produceva in questa sede componenti per locomotive e macchine agricole, montava e provava apparecchiature elettriche e ospitava una sala prove impulso per testare i trasformatori, oggi demolita insieme a vecchie baracche e depositi. La produzione di locomotive venne trasferita negli anni ’70, a differenza di quella di macchine elettriche e di caldaie, che rimase ancora per qualche tempo. Negli anni ’80 l’Ansando acquisisce la Breda e parte un processo di dismissione delle aree industriali che porta, in seguito, al ridisegno totale degli enormi spazi lasciati liberi dalle fabbriche. Ne è esempio il Progetto Bicocca, iniziato nell’86 che, a partire dalla riqualificazione degli stabilimenti Pirelli, riprogetta un’area divenuta oggi un quartiere residenziale con centri direzionali, la sede dell’ Università Bicocca e il Teatro degli Arcimboldi.

Nel 2004 l’area dell’Hangar, acquisita nel frattempo da Pirelli RE, inizia il suo percorso di trasformazione in un polo espositivo dedicato all’arte contemporanea. Due installazioni sono permanenti, la prima la troverete nel giardino all’ingresso, appena varcato il cancello: è La Sequenza“, di Fausto Melotti, enorme e sinuosa, simbolica soglia formata da tre quinte che la rendono impossibile da cogliere in un unico sguardo.

Una volta entrati all’interno dell’edificio troverete un punto informazioni, una parete multimediale che informa i visitatori delle attività, le mostre e le installazioni permanenti lì presenti, sempre connessa a internet e ai principali social network, con tanto di divano per star più comodi. Molto belli i libretti illustrativi che spiegano bene la storia dell’edificio e quella delle opere esposte.

Prima di arrivare a I sette palazzi celesti” di Anselm Kiefer, la seconda opera permanente, dovrete passare per un ambiente quasi completamente buio, da cui si intravede parte del lavoro di Kiefer. Questo è stato inserito in uno spazio enorme, altissimo, poco illuminato e tinteggiato interamente di nero: ha un forte impatto visivo ed emotivo, tanto che l’amica con cui ero per poco non mi ha preso per mano dalla paura. In effetti non si tratta di un’opera pop, ma di un’idea complessa che parte dall’interpretazione della religione ebraica, dalla rappresentazione delle macerie lasciate dalla Guerra, e dalla proiezione in un possibile futuro da cui l’autore ci invita a guardare le rovine del nostro presente. (Trovate tutte queste spiegazioni nei libretti di cui sopra)

Dopo aver fatto il giro completo attorno ai sette palazzi, il tutto immerse nel silenzio, siamo arrivate all’installazione per cui eravamo venute, quella di Carsten Nicolai, Undisplay. Questo artista ha concepito la sua installazione sia come visiva che sonora, basata su di uno schermo lungo circa 50 metri, che si moltiplica all’infinito grazie alla presenza di due grandi specchi alle estremità e che, attraverso delle forme geometriche in movimento, non solo si accompagna a un suono, ma lo rende percepibile all’occhio per via di un sincronismo tra ciò che si vede e ciò che si sente. Lo spettatore si siede davanti allo schermo su di una lunga panca, talvolta la sente vibrare accompagnata da un ronzio o da piccoli bip, senza percepire delle note, ma dei suoni in movimento, o almeno questo è quanto ho provato io stando seduta lì. I moduli di figure, tutte in bianco e nero, proiettati sugli schermi, sono diversi e si riproducono approssimativamente ogni 10 minuti in un ipnotico loop fatto di contrasti, movimento e illusioni ottiche.

Se avete capito qualcosa di quello che ho detto, o meglio, se non avete assolutamente capito niente di quello che ho detto, vi consiglio di provare questa esperienza e di sapermi dire cosa ne pensate. Il biglietto d’ingresso non esiste, qui l’arte è libera e gratis, l’Hangar è ben collegato al centro città, c’è un piccolo club per bambini nel caso voleste portarveli dietro ma non aveste la forza di sentire il fiume di perché che vi chiederanno, e alla fine del tour fra esterno e interno potrete anche rifocillarvi al bar-ristorante dell’Hangar, il Dopolavoro Bicocca.. ma questo è il prossimo post.

Ah, dimenticavo! Nel fine settimana in cui sono stata lì venivano organizzati dei tour pomeridiani in bicicletta in giro per il quartiere Bicocca, usando gratuitamente le bici fornite dall’Hangar, previa prenotazione, fino a un massimo di 20 partecipanti. Per un paio d’ore vi portavano a vedere: l’Head Quarter Pirelli, l’edificio U6 dell’Università Milano Bicocca, il Borgo Pirelli, la Collina dei ciliegi, la sede della Deutsche Bank e il Teatro degli Arcimboldi. Con l’arrivo dell’autunno credo siano stati sospesi (sul volantino informativo si parlava di settembre), ma si tratta di un’idea troppo bella per non essere ripresa in primavera.. incrociamo le dita!

 
 
HangarBicocca
via Chiese 2
M2 Linea Verde/ M3 Linea Gialla
Fermata STAZIONE CENTRALE

Prendere il pullman Linea 87 (direzione Sesto Marelli M1)
Scendere alla fermata Via Chiese – Via Sesto San Giovanni
M1 Linea Rossa
Fermata SESTO MARELLI

Prendere il pullman Linea 51 (direzione Ospedale Maggiore)
Scendere alla fermata Via Chiese – Via Sesto San Giovanni
Tel. (+39) 02 66 11 15 73
Fax. (+39) 02 64 70 275
email: info@hangarbicocca.org
Lun-Mar-Merc: chiuso
Gio-Ven-Sab-Dom: 11.00-23.00
ingresso libero
Sito
Mappa
 
 

6 commenti su “HangarBicocca

  1. Geneviève à Paris
    4 ottobre 2012

    Straconsigliato, imperdibile!!!

  2. Giorgia
    5 ottobre 2012

    Per i bimbi e ragazzi vengono svolte attività di laboratorio il sabato e la domenica mattina e pomeriggio! Così possiamo rispondere noi ai loro perché😉
    a presto, di nuovo in Hangar!

  3. amuartart
    26 dicembre 2012

    Bellissimo articolo! Grazie per esser passata dal mio blog!

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