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hidden treasures & short trips around the city

Pranzo da The Small

Ci allontaniamo dal traffico di Corso Buenos Aires, il rumore si attenua, le macchine diminuiscono, i passanti pure. In Piazza Argentina imbocchiamo via Paganini, praticamente dove curva in via Monteverdi e veniamo attirati da un ciuchino, un maialone bello rosa e da un’insegna che recita The Small. Eccoci in un bistrot taglia piccola, 19 mq in tutto, una quindicina di posti a sedere all’interno, più quelli sul marciapiede pronti per la bella stagione, e una sola vetrina, ingresso nella sala da pranzo di Alessandro Lo Piccolo e Giancarlo Petriglia.

I padroni di casa sono una coppia di lunga data che piano piano ha messo da parte un corredo fatto di stoviglie, arredi e oggetti presi la domenica mattina nei mercatini milanesi, a cui hanno trovato uno scopo una volta aperto The Small, il locale che hanno adattato ai loro sogni per costruire qualcosa insieme. Informale, pieno di calore e di passione evidenti in ogni dettaglio, questo bistrot è indimenticabile come chi vi accoglie all’ingresso con un sorriso e un abbraccio: Alessandro. Ho la sensazione che qui sia lui a sceglierti e non il contrario, non ci vieni per caso e ci torni anche per la simpatia e per le sue doti di intrattenimento. Spontaneo anfitrione, saprebbe rendere piacevole il più noioso degli appuntamenti e, se non bastasse a rasserenare l’atmosfera, la vicinanza fra i tavoli spinge le persone a essere più socievoli, come succede nei bistrot parigini.

Bene, direte voi, ma la cucina? Se cercate piatti semplici, casalinghi, e di una bontà che non delude mai, so che vi piacerà. Le cotture lunghissime a basse temperature esaltano il sapore dei piatti e rendono gestibile un bistrot spartano, che non ha una brigata infinita di cuochi alle spalle, ma che ha trovato un metodo per mantenere alta la qualità di ciò che serve. Per il momento ho provato delle fettuccine ai funghi, cremose e senza pesanti salse alla panna, polpette di carne con verdure, gnocchetti sardi con sugo di salsiccia e pomodoro, lasagne al forno, e due torte al cioccolato, prodotte da Sweet Irene, pasticcera bergamasca: una con pomodorini secchi e lamponi e l’altra con tè matcha e mandorle. Tutto molto buono e molto abbondante: venite qui affamati, mi raccomando. Per quanto mi riguarda, la prossima volta la burrata non me la toglie nessuno, a costo di digiunare per due giorni.

Passiamo al lato estetico del posto: il corredo è barocco, ricco e curato, bellissima la scultura della bambina che si abbraccia da sola (opera di Olga Varalli), dolce il povero Dobby della saga di Harry Potter, un tripudio di teiere fa capolino dalle mensole, bottiglie prese dal mobile bar sono state trasformate in caraffe eleganti per l’acqua, piatti decorati (adoro quelli con i fiori dipinti a mano) vengono usati dai clienti o appesi al muro (come quelli dell’Unicef), i tavoli sono circondati da sedie dal design retrò, decine di bottiglie di vino incorniciano un surreale ritratto di Anna Wintour, un pavimento povero tipico di certe case d’epoca tira fuori ora tutta la sua bellezza, un fagiano che nasconde una torta nella pancia sta seduto tranquillo sulla vetrina dei dolci, un accenno del milanesissimo genio di Fornasetti si trova sulla carta da parati nel retro, semisfere a specchio riflettono la luce, e c’è una fattoria di animali che non riesco proprio a trovare kitsch.

Ma due sono i particolari che ho più apprezzato: il menù scritto a mano, dalla calligrafia perfetta, e il gesto di quando la tavola viene apparecchiata al momento, davanti ai vostri occhi, come a casa. Prima la tovaglia viene fatta volare in modo leggero fino a coprire il tavolo, e poi viene il resto, disposto con cura.

Qui tutto è spaiato ma armonico, alcuni pezzi sono anche in vendita, altri, come le stoviglie e i servizi di piatti, no. Facciamocene una ragione.

Se volete avere una visione completa di cosa vi aspetta, ascoltate Sarò sarai di Raphael Gualazzi, mantra dello scorso sabato a pranzo, ipnotica e sussurrata, il tutto mentre guardate le foto.. Mi sembra di essere ancora lì.

Image

Milano - The Small - uno dei maialiniMilano - The Small - banco dei dolci in vetrinaMilano - The Small - banco dei dolciMilano - The Small - internoMilano - The Small - bancone e opere Milano - The Small - scultura di bambina - opera di Olga VaralliMilano - The Small - sedie spaiate e Anna WintourMilano - The Small - pavimentoMilano - The Small - tovaglia e posateMilano - The Small - posateMilano - The Small - menù scritto a manoMilano - The Small - la tavola apparecchiataMilano - The Small - gnocchetti sardi con sugo di salsicciaMilano - The Small - pasta ai funghi!!

Milano - The Small - polpette al sugo con verdureMilano - The Small - pasta nel piatto preferitoMilano - The Small - dolce e Club Milano che parla di The SmallMilano - The Small - torts cioccolato, tè matcha e mandorleMilano - The Small - torts al cioccolato, pomodori secchi e lampone

The Small
Via Paganini 3, angolo Piazza Argentina
Come arrivare: MM1 – MM2 Loreto; linee 39, 56 e 92
Orari: 11-15  18-01, chiuso il lunedì
tel. 02 20240943
email: info@thesmall.it
pagina Facebook

ps: un’indiscrezione.. The Small sta per allargarsi. Se volete vederlo piccolo piccolo, andateci ora!

7 commenti su “Pranzo da The Small

  1. Angela
    5 marzo 2013

    Sai che io abito in via Monteverdi e non ci sono mai andata? Lo conosco ovviamente ma l’idea di andare a cena fuori in qualche modo vorrei che mi portasse in posti nuovi, non so se mi spiego, ma la tua recensione mi ha dato l’input giusto per provarlo! Un bacio
    Angela

  2. lovelymilano
    5 marzo 2013

    Ciao Angela! Se un giorno passi e vedi che non c’è molta gente, provalo. La prima volta deve essere tranquilla, per goderti tutto con calma. Fammi sapere.. e buon appetito!🙂

  3. Miguelito
    5 marzo 2013

    Cavolo!!! Cosí vado súbito a Milano!!

  4. Miguelito
    5 marzo 2013

    Bello post!!! Mi piace per tutto!!

  5. Geneviève à Paris
    12 marzo 2013

    Mmm… che voglia di lasagne!😉
    Un posto in cui tornare e ritornare, ideale per chi cerca qualcosa di diverso dai soliti locali “consuma e libera il più velocemente possibile il tavolo”!

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