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Il nuovo Museo della Pietà Rondanini

Dopo quasi sessant’anni trascorsi nel Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco, all’interno della Sala degli Scarlioni, l’ultima opera incompiuta di Michelangelo Buonarroti trova collocazione nel nuovo Museo della Pietà Rondinini, inaugurato il 2 maggio 2015. Testamento spirituale del maestro, intento a scolpirne i tratti sino a pochi giorni prima della morte, avvenuta nel 1564, l’opera fu ritrovata nella sua abitazione romana, ma se ne persero poi le tracce per lunghi anni fino a quando ricomparve presso l’abitazione del marchese Giuseppe Rondinini (o più impropriamente Rondanini), raffinato collezionista romano. Nei secoli successivi visse un lungo avvicendarsi di passaggi di proprietà, quasi nell’oblio, fino a quando nel 1952 la scultura venne acquistata dal Comune di Milano ed esposta per la prima volta nel 1956 in occasione della riapertura dei Musei del Castello nel secondo dopoguerra. L’allestimento affidato negli anni Cinquanta allo studio milanese BBPR, che chiudeva un percorso museale proprio con la Pietà, è rimasto orfano di un’opera a cui si è preferito dare assoluto risalto collocandola pur sempre all’interno del Castello Sforzesco, ma in una sala a lei totalmente dedicata. Se prima era inserita un un vasto ambiente pieno di sculture lombarde del Rinascimento, negli anni modificato e non accessibile ai disabili, oggi gode di tutto lo spazio e l’assoluta attenzione del visitatore.

Il nuovo Museo si trova nell’ex ospedale realizzato per i soldati della guarnigione del Castello colpiti dalla peste nella seconda metà del ‘500, e cioè durante la dominazione spagnola, proprio pochi anni dopo il momento in cui Michelangelo a Roma lavorava alla Pietà Rondanini, casualità particolarmente suggestiva. È stato un luogo di grande sofferenza e pertanto ritenuto adatto a ospitare una scultura che esprime il sentimento intenso del dolore materno e dell’amore umano: la Pietà infatti racchiude in un unico blocco di marmo le figure del Cristo e della Vergine, che si fondono in un unico abbraccio.

L’allestimento realizzato dall’architetto De Lucchi è essenziale, per rispettare la sacralità della Pietà e indurre alla meditazione. L’ingresso del pubblico si trova nella Piazza delle Armi. Si accede dapprima a una sala d’accoglienza che ospita la biglietteria e un piccolo bookshop, con la funzione anche di filtro perché separa il visitatore dal frastuono della vita milanese preparandolo all’esperienza dell’incontro con Michelangelo. Varcata la soglia della sala espositiva, la sorpresa è grande. «Il nuovo allestimento ribalta completamente la visione ad oggi consueta dell’opera: entrando i visitatori vedranno infatti la scultura di spalle e scorgeranno per prima cosa ciò che Michelangelo scolpì per ultima, la schiena della Madonna ricurva sul Cristo, rendendo ancora più intensa l’emozione per l’opera», afferma l’architetto Michele De Lucchi. «Solo girando attorno alla statua si vedrà la parte anteriore, con il Cristo cadente sostenuto dalla Madre: una prospettiva assolutamente inedita, voluta per mettere in risalto quella dimensione della scultura, incompiuta, prima impossibile da osservare nella sua completezza». La sala rimane sostanzialmente vuota se non per la presenza di quattro volumi ad altezza degradante che ne  permettono una visuale completa: tre panche in rovere e una vetrina contenente una breve storia della Pietà. Sulla parete opposta all’ingresso, una quinta nasconde la Porta di Santo Spirito, accogliendo la maschera funeraria e una medaglia che ritrae Michelangelo, realizzate rispettivamente da Daniele da Volterra e da Leone Leoni.  Il pavimento in legno di rovere dalla tonalità chiara dona calore all’ambiente e produce un dolce contrasto che valorizza il bianco del marmo. Il sistema di illuminazione della scultura, appositamente realizzato da Artemide, è studiato per evitare le ombre, mentre all’interno della sala si diffonde una luce quanto più possibile naturale che valorizza le decorazioni murali.

In particolare ho amato proprio la qualità dell’illuminazione, in grado di far prendere vita all’opera. Sembra che la luce venga da dentro e trasforma la scultura in una candida lanterna, esaltando l’emozione che si prova nel vederla.

Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione portata avanti per quasi tre anni fra Istituzioni pubbliche e realtà private, in particolare dal Comune di Milano insieme alle Soprintendenze, al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), all’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR) e al Politecnico di Milano – Centro Beni Culturali per le attività di diagnostica, monitoraggio e ingegneria. Fondamentale è stato inoltre il contributo della Fondazione Cariplo, partner istituzionale del Castello Sforzesco nel progetto di restauro architettonico e di rinnovamento museografico. Per questa occasione è stata infatti progettata una speciale piattaforma antisismica e antivibrante con un basamento cilindrico super tecnologico su cui poggia la scultura. La progettazione delle strutture di protezione dell’opera è dell’azienda giapponese Thk con Miyamoto International e il piedistallo è realizzato dall’italiana Goppion. La realizzazione di questa innovativa tecnologia è stata seguita in ogni sua fase esecutiva dal Politecnico di Milano. Il tutto in stretta collaborazione anche con Arterìa che si è occupata della delicata movimentazione dell’opera e con Sabina Vedovello (CBC) per gli aspetti conservativi in tutte le fasi del progetto. Vi lascio con le foto scattate durante l’inaugurazione. Non le ho ritoccate (a parte quella in b/n) per lasciarle quanto più naturali possibile. Tornerò per riuscire a scattare senza il pubblico e per godermi l’allestimento in tutta la sua semplicità espressiva!

Fino al 31 maggio 2015 ingresso gratuito

Orari: dalle ore 9.00 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 19.00) Giovedì 6 apertura prolungata dalle ore 9.00 fino alle ore 22.30 (ultimo ingresso ore 22)

Dal 1 giugno 2015 L’ingresso al Museo della Pietà Rondanini è compreso nel biglietto unico per i Musei del Castello Sforzesco al costo di 5 euro (ridotto 3 euro) acquistabile presso la biglietteria dei Musei del Castello Sforzesco

Orari: dalle ore 9.00 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 19.00) Giovedì apertura prolungata dalle ore 9.00 fino alle ore 22.30 (ultimo ingresso ore 22)

Chiuso il lunedì

Un commento su “Il nuovo Museo della Pietà Rondanini

  1. sidilbradipo1
    6 maggio 2015

    Già la sala è un capolavoro, ma con la Pietà al suo centro, il mondo si ferma in estatica contemplazione.
    Tassativa la visita.
    Ciao
    Sid

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