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hidden treasures & short trips around the city

Parco dell’Anfiteatro Romano

Se avete sempre avuto una certa curiosità, amore della storia e stima per la sconfinata pazienza di chi va in cerca di resti e testimonianze dei tempi antichi, allora sarete ben felici di iniziare questa avventura.

Il parco dove vi porto è più che nascosto, più che segreto. È al limite del top secret. Se conoscete il Parco dell’Anfiteatro Romano o siete stati un tassello di un passaparola per pochi eletti, o siete insonni che ammazzano il tempo cercando qualunque informazione storica riguardante la nostra città su internet, o abitate in zona e le vostre finestre si affacciano proprio qui, oppure siete la testimonianza vivente che Indiana Jones esiste. In caso contrario, è normale che non conosciate questo posto.

Anfiteatro romani di MilanoAnfiteatro romani di Milano - chiostroAnfiteatro romani di Milano - ingresso

L’ingresso principale è in via De Amicis 17, dietro al portone di un edificio bianco che non dirà molto ai più. Non fermatevi, dovrete passare per il chiostro dell’ex convento di monache domenicane di Santa Maria della Vittoria (ecco cos’era l’edificio!), oggi sede di diverse associazioni e dell’Antiquarium Ada Levi. Intitolato all’archeologa milanese che promosse le prime esplorazioni in quest’area negli anni Trenta, si tratta di un museo che dal 2004 risponde a qualunque curiosità si abbia sull’anfiteatro romano e sui resti che l’Impero ha lasciato a Milano, in questo quartiere in particolare.

Se vi appassiona il tema, altre informazioni potrete sicuramente trovarle al Museo Archeologico di corso Magenta, che, se non ricordo male, tra le altre cose, ospita al suo ingresso un modellino della città romana di Mediolanum, che illustra bene la posizione dei manufatti dell’epoca, compreso l’anfiteatro.

Tornando al nostro parco, il chiostro che incontrerete all’ingresso è molto gradevole e l’albero al centro ne è assoluto protagonista, ma basta varcare il cancello in ferro per arrivare alla vera meta della visita.

Anfiteatro romani di Milano - ingressoAnfiteatro romani di Milano - ampio respiro verdeAnfiteatro romani di Milano - i restiAnfiteatro romani di Milano - i restiAnfiteatro romani di Milano - i restiIl Parco dell'Anfiteatro Romano

Anfiteatro romani di Milano - prospettivaAnfiteatro romani di Milano - riflessi degli edifici residenziali

I resti delle fondazioni dei muri radiali e perimetrali dell’anfiteatro saranno alla vostra sinistra, delimitati ma ben visibili. Non rimane molto, ma anche dalle rilevazioni aeree si può dedurre la pianta ellittica. Sorto nel I secolo d.C, lungo 155 metri e largo 125, con un muro esterno alto poco meno di 40 metri articolato nei tre ordini classici (dorico, ionico, corinzio), l’anfiteatro poteva ospitare fino a 35.000 spettatori venuti ad assistere ai suoi spettacoli. Distrutto nei secoli e utilizzato come materiale da costruzione per la Basilica di San Lorenzo, fu riscoperto grazie alle campagne di scavo che iniziarono negli anni Trenta del Novecento.

Dobbiamo ringraziare la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, che gestisce il complesso e che ha lasciato ampio respiro attorno alle rovine, regalando di fatto un parco pubblico alla città.

Anfiteatro romani di Milano - vista dalla panchinaAnfiteatro romani di Milano - il parco continua..Anfiteatro romani di Milano - inglobato fra gli edificiAnfiteatro romani di Milano - verso via ArenaAnfiteatro romani di Milano - uno sguardo indietroAnfiteatro romani di Milano - un muro fioritoAnfiteatro romani di Milano - un paesinoAnfiteatro romani di Milano - paesino da presepeAnfiteatro romani di Milano - vista su via Conca del NaviglioAnfiteatro romani di Milano - edificio dismesso

Il suo enorme pregio è di essere uno sfogo verde e incredibilmente tranquillo nel centro di Milano. Difficile che vi si incontrino più di 5-6 persone per volta. Fortunatamente chi frequenta questo posto ne ha rispetto e si limita a passeggiare per l’unico sentiero disponibile, così l’erba è tutto sommato ben curata e addirittura lussureggiante, a tratti. Non è tenuto in maniera impeccabile, ma è perfetto per fare una pausa in santa pace nel sole, o due chiacchiere prima di riprendere il cammino in una zona molto viva e piena di locali e negozi.

Quello che manca, però, forse sono delle panchine. Nel tratto finale  del parco ce ne sono diverse, ma rotte o talmente rovinate da far passare la voglia di sedersi. Immagino allora che le tre che si affacciano sui resti, siano ambitissime per i visitatori più stanchi o contemplativi. Un po’ un peccato.

Il mio desiderio sarebbe di riuscire ad avere un parco ben più grande di com’è ora, praticamente il doppio, con i cancelli dei tre ingressi tutti aperti e segnalati, ben attrezzato per poter godere di una sosta ancora più piacevole. Se date un’occhiata alle immagini scaricate, vedrete di quanto inaspettato verde sia dotata questa zona.

Teoricamente dovrebbe esistere un progetto per l’ampliamento del parco, che si impegna a sfruttare le aree confinanti lasciate a verde lungo via Conca del Naviglio e una piccola parte di via Arena, ma ancora non si è intervenuto nemmeno per il rudere, affascinante quanto decadente, che impedisce probabilmente di iniziare a sfruttare fin da ora gli spazi all’aperto. È stata sfruttata bene invece la piccola porzione di verde del Vivaio Riva, adorabile e a tratti magico, che sorge appena fuori dall’area archeologica. Qui non solo non è stato sprecato lo spazio, ma questo è attivo e molto amato, a partire da fine anni Sessanta. Ne ricordo bene gli specchietti appesi agli alberi e la sensazione di giardino fiorito, anche se non ci passo da un po’.

Anfiteatro romani di Milano - pianta ellitticaAnfiteatro romani di Milano - prospettoAnfiteatro romani di Milano - piantaAnfiteatro romani di Milano - ricostruzioneAnfiteatro romani di Milano - la Milano romana

Se siete riusciti a trovare il parco e siete da soli, ma non vi siete portati dietro un libro da leggere, vi do un consiglio per un piccolo intervallo gastronomico. Poco distante, in via Scaldasole, c’è un panettiere dove tempo fa ho preso dei buonissimi bretzel. Come mi sia venuto in mente di prenderli è presto detto. Primo, l’insegna è un bretzel. Ta daaaaaan. Secondo, nella minuscola vetrina ce n’erano di grandi e bellissimi. Terzo, non ho fatto in tempo ad accorgermi che c’era una panetteria, che è iniziata una processione di abitanti del quartiere che, in un continuo via vai, hanno scalfito ogni mio buon proposito di resistenza alle tentazioni di metà mattina. Eh, pazienza.

Se cercate invece un giardino più attrezzato, per distrarre i vostri bambini o per far socializzare il cane, vi basterà proseguire lungo via Conca del Naviglio, e troverete quello che state cercando. Il nome della via suggerisce cosa troverete, la conca di Viarenna, e a che luogo-simbolo di Milano vi trovate vicini: la Darsena e i suoi due navigli. Perché non proseguire la passeggiata lì? Velo dico: per collegare bene questa lingua di verde all’acqua della rinata Darsena manca solo una cosa: un semaforo che renda possibile l’attraversamento di viale D’Annunzio!!

Parco dell’Anfiteatro Romano

via Da Amicis 17 (attraversate il chiostro e arrivate al cancello in ferro)

Ingresso libero e gratuito

Orario invernale
dal martedì al venerdì: 9,00 – 16,30
sabato: 9,00 – 14,00

Orario estivo
dal martedì al venerdì: 9,00 – 18,00
sabato: 9,00 – 14,00

Orario Antiquarium
Dal martedì al sabato: 9,30 – 14,00
Ultimo ingresso alle 13,30

Tel. 02 89400555 – email. sba-lom@beniculturali.it

Libro consigliato:  “L’anfiteatro di Milano e il suo quartiere. Percorso storico-archeologico nel suburbio sudoccidentale“, scritto da Anna Ceresa Mori, edito da Skira nel 2004.

11 commenti su “Parco dell’Anfiteatro Romano

  1. sidilbradipo1
    10 giugno 2015

    E’ magnifico! Però non credevo si potesse visitare liberamente, senza guida e prenotazione. Allora, alla prossima occasione che sono dalle parti delle Colonne, vado e visito😀
    Ciao
    Sid

    • lovelymilano
      10 giugno 2015

      L’ingresso è libero e gratuito! Bisogna solo fare attenzione agli orari.🙂

  2. paolabaronio
    10 giugno 2015

    Non capita spesso di leggere articoli e foto così ben fatti nei blog. Grazie di questa preziosa informazione.

    • lovelymilano
      10 giugno 2015

      Oh Paola, GRAZIE INFINITE per le tue parole!
      Mi hanno incenerito come un fulmine a ciel sereno e mi ripagano di tutto il tempo che ho impiegato a scrivere il post.
      Non posso che contraccambiare, è sempre un piacere leggerti!

      Ciao
      Francesca

  3. bugnato
    11 giugno 2015

    Hai ragionissima, questo è un luogo meraviglioso e così poco conosciuto. Prima o poi vorrei parlarne anch’io nel mio umilissimissimo bloggo! Come scriveva qualcuno, Milano sarà anche una cozza, però è anche capace di trasformarsi in ostrica… ogni tanto la perla esce insomma. E per il plastico di Mediolanum al Museo Archeologico ricordi bene eccome! Grazie per questo bel post e in generale – visto che è la prima volta che ti scrivo – per questo sito, uno spazio virtuale veramente piacevole. Ciao!

    • lovelymilano
      11 giugno 2015

      Un cozza?!!😀

      A proposito di blog, ho dato un’occhiata veloce al tuo (è tardi, ho sonno..) e mi sono piaciute moltissimo le foto!! Domani leggerò anche i post. La rubrica del piccione solletica la mia curiosità, anche se detesto quegli esseri con tutto il cuore, salvo poi vederne uno con una zampina “a chewing-gum” e sentire una stretta al cuore di cui sopra.

      Ciao e grazie mille per avermi scritto!

      • bugnato
        12 giugno 2015

        Ma grazie a te!
        Sìsì, è un librino, “Milano è una cozza”!
        Trooppo gentile con le mie foto, ti ringrazio tanto! Però sono felice quando un piccione nonostante le sue malefatte riesce a far intenerire qualcuno… E credimi davvero quando guardo la mia povera auto potrebbero montarmi sentimenti anticristiani nei confronti di queste bestiole eheh!

  4. Manuela Bonfiglio
    31 marzo 2016

    Wow!! Io adoro scoprire posti nuovi a Milano, farò una passeggiata all’anfiteatro (che non conoscevo) al più presto🙂

    • lovelymilano
      4 aprile 2016

      Ciao Manuela, bello scoprire le sorprese che ci fa la città, vero?😉 Con qualche sforzo (economico) in più, questo parco potrebbe diventare un tesoro. Lo spero davvero, perché è bellissimo!

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